di CHIARA RICCIOLINI
URBINO – Il Comune di Urbino è il grande assente nella cabina di coordinamento istituita dalla Prefettura di Pesaro per affrontare le criticità nell’attuazione del Pnrr che si è svolta ieri. Eppure a novembre scorso, quando la nostra redazione ha effettuato l’accesso agli atti, il Comune aveva speso appena più di 4 milioni euro dei 30,4 assegnati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pari al 13% del totale.
Ieri, 26 febbraio, la Prefettura di Pesaro ha organizzato una riunione con i rappresentanti dei Comuni di Pesaro, Fano, Mombaroccio e della Provincia di Pesaro e Urbino, insieme a delegati ministeriali e della Struttura di missione Pnrr della Presidenza del Consiglio. L’incontro mirava a “proseguire ad analizzare e superare le criticità riscontrate dai Comuni e dalla Provincia nell’attuazione dei singoli progetti finanziati dal Pnrr”. Ma non era presente nessun rappresentante della città ducale, che rischia di perdere una parte consistente dei fondi, soprattutto i 9 milioni destinati alla viabilità, di cui a novembre erano stati spesi solo 333.509 euro.
La Prefettura: “da Urbino nessuna criticità segnalata”
Secondo la capa di gabinetto della Prefettura Marinella Iodice “la cabina di coordinamento era finalizzata a superare alcune criticità riscontrate nei progetti di alcuni Comuni. I progetti di Urbino non presentano problematiche segnalate, quindi il Comune non è stato coinvolto”.
Il Comune, dunque, non ha richiesto alcun intervento. Il sindaco Maurizio Gambini precisa: “Che non abbiamo alcuna criticità è dire troppo, speriamo che le ditte che abbiamo incaricato finiscano i lavori, ma garanzie non ce ne sono. Noi stiamo procedendo. Per fortuna ci hanno spostato nella rigenerazione urbana, con una proroga fino alla fine del 2027 per alcuni stralci importanti. Il resto dei progetti Pnrr è stato progettato. Se avessimo ricevuto l’invito alla cabina di coordinamento, saremmo andati, anche per capire quali sono i problemi degli altri Comuni rispetto ai nostri”.”.
La Prefettura chiarisce che “la cabina prefettizia interviene quando emergono difficoltà strutturali, per facilitare il dialogo tra enti locali e amministrazioni centrali”.